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MotoGP | GP Spagna 2022: analisi qualifiche di Jerez

Bagnaia firma la pole con un giro d'antologia, Desmosedici GP-22 dominante. Quartararo 2°, Marquez 5°. Suzuki a due facce, KTM e Morbidelli fuori nel Q1

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Q2: BAGNAIA SUPERLATIVO

Francesco Bagnaia ha ottenuto la pole position al termine delle qualifiche che si sono svolte oggi pomeriggio presso il Circuit de Jerez-Angel Nieto, sede del GP Spagna 2022, sesto appuntamento iridato della classe regina del Motomondiale. Il pilota della Ducati ufficiale ha fermato il cronometro sull'1:36.170, firmando il nuovo record assoluto della pista andalusa.

Il ducatista è stato protagonista di un giro d'antologia, nel quale ha fatto vuoto rispetto al resto della concorrenza dal punto di vista dei distacchi inflitti. Per la prima volta nell'arco di questo avvio stagionale, il pilota piemontese ha estratto il massimo potenziale dalla Desmosedici GP-22, ritrovando il medesimo feeling alla guida come con il mezzo tecnico dell'annata antecedente.

Il pilota della Ducati ufficiale ha fatto una differenza notevole nei settori tre e quattro, dove ha ottenuto i migliori riscontri cronometrici massimizzando le caratteristiche tecniche della moto della Casa di Borgo Panigale. I due tratti della pista andalusa hanno caratteristiche simili: sono composti da curve veloci in successione, verso sinistra e verso destra, e da punti di frenata molto esigenti. La moto emiliana si è dimostrata veloce nelle curve ad alta velocità di percorrenza, con un avantreno molto preciso in inserimento, e stabile in frenata, dove il retrotreno segue l'avantreno in ingresso curva senza scomporsi nell'arco della fase di frenata. 

Segnali decisamente positivi per la Ducati su una pista corta, il cui rettilineo più lungo misura 607 metri e dove la potenza erogata dall'unità motrice in termini di velocità di punta non rappresenta un requisito tecnico primario per estrarre performance nell'arco della percorrenza del giro. La Casa di Borgo Panigale rappresenta il riferimento motoristico della classe regina del Motomondiale e aver ottenuto una pole position così con Bagnaia su una tipologia di tracciato come quello andaluso denota come anche l'aerodinamica e la telaistica rappresentino un pregio della mezzo tecnico bolognese.

L'eccellente prestazioni della Ducati e di Bagnaia non sminuiscono il positivo fine settimana di Fabio Quartararo, che ha chiuso in seconda posizione massimizzando il potenziale della Yamaha. La moto nipponica ha riscontrato molteplici avversità in questa fase iniziale dell'annata, nello specifico per quanto concerne la stabilità al retrotreno. La moto giapponese non riesce a far rendere al meglio il pneumatico posteriore e questo comporta una carenza del grip meccanico, criticità che emerge soprattutto nella fase di accelerazione e in trazione in uscita dalle curve, soprattutto quelle a bassa velocità di percorrenza.

La YZR-M1 non è ancora molto performante nelle curve ad angolo a 45 gradi, dove i piloti arrancano nel portare velocità in inserimento, riscontrando un avantreno non molto reattivo nelle curve con questa angolatura. Il più grande handicap tecnico è rappresentato dall'unità motrice, la cui potenza generata non è al livello di quella degli altri costruttori. Questo si riflette sulle velocità di punta, che sono decisamente più basse della Ducati, il riferimento motoristico sotto questo punto di vista.

Tuttavia al Circuito de Jerez-Angel Nieto il rettifilo più lungo, quello che porta dalla curva 5 alla Dry-Sac, misura appena 607 metri, il che significa che il tracciato andaluso non pone l'accento sulla potenza del propulsore, un vantaggio per la Yamaha attuale. Altra prestazione brillante da parte di Aleix Espargaro, che ha portato l'Aprilia in prima fila col terzo posto finale. Lo spagnolo sta mettendo in luce le prestazioni della RS-GP, cosa che invece non riesce al suo compagno di squadra Maverick Vinales, relegato alla dodicesima posizione finale. 

La seconda fila è aperte da Jack Miller. L'australiano della Ducati ufficiale ha accusato un distacco dal compagno di squadra Bagnaia di quasi 8 decimi, una differenza marcata tra i due alfieri della Casa di Borgo Panigale. Quinto Marc Marquez, il migliore dei piloti Honda. Il pluri iridato ha sfruttato la scia di Quartararo per tutta la percorrenza del giro per agguantare la seconda fila. L'otto volte campione del mondo non è al massimo della forma fisica, ma va comunque detto che la moto nipponica è distante ben un secondo dalla vetta.

La RC213V, rispetto alla Desmosedici GP-22 ma anche alla YZR-M1, accusa un distacco omogeneo nell'arco del giro che si traduce in una delta cronometrico molto rispetto alle dirette rivali. Sesto Johann Zarco, che ha preceduto Taakaki Nakagami e Marco Bezzecchi, rispettivamente settimo e ottavo. Il nipponico della LCR Honda si conferma molto competitivo sulla pista spagnola dopo l'exploit della scorsa annata. Per l'italiano della Ducati Mooney VR46 Racing Team si è trattata di un'altra ottima qualifica che fa seguito al sesto posto ottenuto nel sabato lusitano di Portimao.

La terza fila è stata completata da Joan Mir, nono. Il due volte campione del mondo della Suzuki è stato protagonista di una caduta nelle battute conclusive del turno che non gli hanno consentito di tentare l'ultimo time-attack per migliorare il proprio tempo. L'iberico ha perso la moto per la chiusura dell'avantreno in ingresso della curva 1, concludendo le proprie qualifiche nella via di fuga esterna. Decimo Jorge Martin, che si è issato davanti ad Enea Bastianini. L'italiano della Ducati Gresini Team ha pagato la caduta alla curva 9 che lo ha estromesso dai giochi sul finale e per lui si prospetta una gara in salita. Vinales, dodicesimo, scatterà al suo fianco in griglia di partenza. 

Q1: RINS E KTM OUT

La prima sessione delle qualifiche è stata, come di consueto, combattuta sino al calare della bandiera a scacchi che ha visto qualificarsi Johann Zarco e Marco Bezzecchi. Il transalpino della Ducati Pramac Racing ha firmato la miglior prestazione col crono di 1:37.003 proprio all'ultimo giro disponibile. Il transalpino è riuscito a fare la differenza nel terzo settore, dove vi è il punto di staccata più impegnativo della pista andalusa e curve veloci in successione.

Il colpo di reni nel finale non ha comunque estromesso l'italiano della Ducati Mooney VR46 Racing Team, che si è qualificato nonostante una caduta alla curva 9 per la chiusura dell'avantreno in inserimento curva. Il pilota italico ha colto il secondo accesso consecutivo all'ultima sessione delle qualifiche dopo il brillante sesto posto finale colto a Portimao la scorsa settimana.

La prima manche ha visto le esclusione di Pol Espargaro e Alex Rins, rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo. Il pilota della Honda non è riuscito a mantenersi ai piani alti della classifica dopo i positivi riscontri derivati dalle PL2 di ieri. Per il suo connazionale della Suzuki, invece, le difficoltà che si sono denotate nell'arco delle prove libere hanno trovato conferme nella prestazione sottotono in qualifica da parte del rider catalano. Lo spagnolo non ha mai trovato il feeling in sella alla RSX-GP nell'arco del fine settimana andaluso e sarà nuovamente chiamato alla rimonta in vista della corsa di domani.

Duplice delusione per la KTM Factory Racing, che ha visto entrambi i piloti esclusi nella prima manche. Brad Binder non è andato oltre il 15° posto, mentre il suo compagno di squadra Miguel Oliveira ha chiuso 21° a causa di una problema di affidabilità sulla sua RC16, dove l'abbassatore all'avantreno è rimasto bloccato. Sesta fila aperta da Franco Morbidelli, che prosegue il proprio momento sottotono in sella alla YZR-M1 della Yamaha ufficiale, che ha preceduto il connazionale Fabio Di Giannantonio e la KTM Tech3 di Remy Gardner, diciottesimo.

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